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Osservatorio regionale sul bullismo
Osservatorio regionale permanente sul fenomeno del bullismo 28/03/2007     Comuncazione Comunicati Bullismo Genitori LegalitÓ

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Ministero della Pubblica Istruzione
Ufficio Scolastico Regionale per l'Umbria
Direzione Generale



Osservatorio regionale permanente sul fenomeno del bullismo

Presentazione dell'Osservatorio


Premessa

Con Direttiva ministeriale n.16 del 5 febbraio 2007, il Ministero della Pubblica Istruzione ha deliberato le linee d’indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo.In particolare è istituito presso ciascun Ufficio scolastico regionale un osservatorio regionale permanente sul fenomeno del bullismo mediante appositi fondi assegnati dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Ogni osservatorio sarà un centro polifunzionale al servizio delle istituzioni scolastiche che operano, anche in rete, sul territorio. Esso lavorerà in stretta connessione con l'amministrazione centrale e periferica, in collaborazione con le diverse agenzie educative nel territorio per la realizzazione di attività, ricercando e valorizzando tutto il patrimonio di buone pratiche, materiali e competenze che in questi anni si sono sviluppati localmente grazie all'impegno delle scuole e delle istituzioni locali (Regioni, Università, Asl, Comuni, Province) ed associazioni.
Tra le priorità degli osservatori vi sarà il coinvolgimento dei soggetti già attivi su questi temi, nonché la raccolta e la valorizzazione delle ricerche, delle esperienze e dei materiali didattici più significativi e l'individuazione e la segnalazione di specifiche competenze.
Gli osservatori garantiranno sia una rilevazione e un monitoraggio costante del fenomeno sia il supporto alle attività promosse dalle istituzioni scolastiche singolarmente e/o in collaborazione con altre strutture operanti nel territorio. Garantiranno, inoltre, il collegamento con le diverse istituzioni che a livello nazionale si occupano di educazione alla legalità.
Il portale internet (http://www.generazioniconnesse.it/) sarà il "luogo" di raccordo di tutti i soggetti coinvolti.

All'interno di ogni osservatorio si prevederà un nucleo di monitoraggio e di verifica degli interventi messi in atto.

Gli Osservatori cureranno e favoriranno la promozione ed il monitoraggio di percorsi di informazione e aggiornamento destinati alle diverse componenti della comunità scolastica.


Presupposti teorici

Il bullismo è una forma di comportamento aggressivo con caratteristiche peculiari e distintive tra cui la stabilità nel tempo (Kumpulaìnen, Rasanen, Henttonen 1999; Sourander, Helstela, Helenius, Piha 2000). Proprio questa caratteristica può favorire lo stabilirsi di ruoli sociali definiti e distinti per bulli e vittime. Infatti il ruolo può essere inteso come un atteggiamento che si è fissato nella forma di modello generale di condotta, stabile e ripetuto, che attua le aspettative sociali (Tessarolo 1993). Tale prospettiva aiuta a comprendere il bullismo come processo di gruppo che coinvolge, oltre ai bulli e alle vittime, anche gli altri coetanei che possono assumere il ruolo di assistenti dei bulli (talvolta denominati bulli passivi) o di loro rinforzo, di difensori delle vittime, e infine di spettatori (Menesini, Ciucci, Tomada, Fonzi 1999).

Il fenomeno del bullismo, descritto in letteratura da De Amicis e più recentemente da Mac Ewan, viene definito come un’azione che mira a fare del male o a danneggiare una vittima.

Nell’attuale società ha perso i connotati descritti dal De Amicis che individuava nell’elemento con appartenenza a classi sociali non abbienti il Bullo, che nelle piccole collettività affermava i principi della sua non-educazione alla convivenza civile coinvolgendo il gruppo in azioni aberranti e trasgressive.

Oggi il bullo è l’emergente in senso assoluto, appartenente alle classi sociali medio alte(Mac Ewan) che ha ricevuto un’ educazione familiare adeguata, ma che recluta altri individui per attuare una sorta di azione "da branco" nei confronti della vittima che si contrappone a lui per leadership , essendo anch’egli emergente nel gruppo evidentemente per caratteristiche culturali e comportamentali positive.Come molto bene descritto dalla scuola russa di psico-pedagogia, esiste una classificazione delle personalità coinvolte nell’azione di vessazione : a ciascuno degli individui viene poi assegnato un ruolo nell’azione stessa classificabile e gerarchica.

Le condizioni che favoriscono il fenomeno sono legate ai tratti di aggressività del "bullo" che emergono e vengono favorite sia da assenza di affettività nell’ambito sociale che da eccessiva permissività e tolleranza . Anche i fattori legati al gruppo sembra favoriscano l’emergenza del fenomeno: nel gruppo c’è indebolimento del controllo e dell’inibizione delle condotte negative e si configura una riduzione della responsabilità dell’individuo che quindi ha bisogno del gruppo stesso per attuare i suoi comportamenti.

La grande sofferenza della vittima in situazioni del genere si manifesta per lo più in impotenza reattiva e quindi va prevenuta e arginata.

Vista la casistica purtroppo rilevante di questo tipo di azioni, incrementate negli ultimi tempi per frequenza e gravità di episodi sia livello nazionale che regionale, con grande senso di responsabilità( nella etimologia latina: rispondere con abilità), con l’Osservatorio permanente sul fenomeno del bullismo, si cercherà nella nostra Regione di diffondere i risultati per l’analisi del fenomeno, una cultura atta alla prevenzione ed al contenimento del bullismo, anche attraverso la formazione dei docenti, sulle tematiche che prevedono l’acquisizione di tecniche psico-pedagogiche di ultima generazione e di pratiche educative atte a prevenire il manifestarsi di questi comportamenti.


Destinatari

  •  
    • Scuole (quindi docenti, studenti, genitori, personale ausiliario ed amministrativo)
    • Istituzioni locali (Regioni, Università, Asl, Comuni, Province, Uffici territoriali per il governo, Ordine degli Psicologi regionale, Telefono azzurro, CoReCom,..)
    • Associazioni di volontariato CeSVOL e tutte quelle che si occupano del problema.



Obiettivi dell'Ufficio Scolastico Regionale

La costituzione di un Osservatorio implica i seguenti obiettivi:

  1. Costituzione di un regolamento per l’attività del gruppo costituendo l’osservatorio
  2. Raccolta dati
  3. Progettualità
  4. Realizzare azioni mirate , anche di formazione per il personale della scuola
  5. Diffusione dei risultati

Inoltre, per la direttiva n.16 :

Le strategie operative che saranno adottate dagli osservatori si moduleranno su quattro livelli:

  1. prevenzione e lotta al bullismo, attuate attraverso l'attivo coinvolgimento di tutte le componenti delle realtà scolastiche e attraverso programmi di intervento rispondenti in particolare alle esigenze degli specifici contesti territoriali,
  2. promozione di percorsi di educazione alla legalità attraverso attività curricolari ed extracurricolari,
  3. monitoraggio costante del fenomeno bullismo,

monitoraggio e verifica in itinere e conclusiva delle attività svolte dai vari soggetti coinvolti, anche attraverso la raccolta di valutazioni sulle attività svolte e proposte sulla prosecuzione delle stesse, provenienti dalle scuole

 


Attività dell'Ufficio Scolastico Regionale

  1. Costituzione di un regolamento per l’attività del gruppo costituendo l’osservatorio

  2. Raccolta dati :
    1. Dalle scuole
    2. Dalla Questura
    3. Dal rapporto annuale regionale dell’istituto nazionale di statistica, area del sociale- settore giustizia
    4. Dagli UTG
    5. Dalle ASL

  3. Progettualità:
    1. Adozione del regolamento
    2. Costituzione dell’Osservatorio e nomina dei componenti
    3. Individuazione delle aree da coinvolgere nel progetto
    4. Presentazione del progetto, introduzione della nozione del contenimento e della prevenzione del fenomeno

  4. Realizzazione di azioni mirate:
    1. Predisposizione di un piano d’indagine dall’ indagine conoscitiva iniziale ( vedi punto 2.)
    2. monitoraggio dei progetti e delle azioni condotte dalle scuole
    3. formazione dei docenti, sulle tematiche che prevedono l’acquisizione di tecniche psico-pedagogiche di ultima generazione e di pratiche educative atte a prevenire il manifestarsi di questi comportamenti
    4. produzione reports con risultati delle azioni progettuali
    5. rapporto conclusivo

  5. Monitoraggio delle azioni attraverso un apposito nucleo interno all’Osservatorio


  6. Diffusione dei risultati:
    1. Incontri seminariali
    2. Convegno annuale
    3. Realizzazione documento
    4. Messa in rete nel web
    5. Esportazione presso il MPI



Tempi/Azioni da porre in essere da parte dell'U.S.R.

Marzo 2007:
- Costituzione ed insediamento del l’Osservatorio;
- Concertazione delle modalità progettuali
- istituzione del regolamento con costituzione del nucleo interno di monitoraggio

Aprile 2007:
- reperimento dei dati e loro lettura
- Elaborazione della progettualità e condivisione degli standard schede da somministrare alle scuole, recanti gli indicatori e i criteri per il monitoraggio;
- Invio della progettualità alle scuole

Maggio/Giugno 2007:
- Tabulazione dei dati e presentazione degli stessi al MPI
- Seminario di presentazione dei lavori svolti e prospettive future
- Disseminazione degli stessi nel web

 

Ref: Prof.ssa Rosalia Monaco



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